Paolo Giovanni Crida nacque il 30 novembre 1886 a Graglia. Il padre, Paolo, era originario di Strambino e proveniva da una famiglia agiata. La mamma, Teresa Rama, era di umili origini in quel di Graglia. Capitò, purtroppo, che il padre disperdesse le sostanze familiari e partisse per l’Africa con alcuni amici. Lasciò, dunque, la famiglia in pesante disagio. 

Il piccolo Paolo Giovanni, che aveva già maturato il proposito di farsi pittore, a sette anni fu inviato a Chambery dal fratello Luigi; qui fu avviato alla professione di verniciatore di carrozze. Dopo un anno tornò in Italia e fu indirizzato a Torino per lavorare con i selciatori di Graglia. Preferì, però, cercare impiego presso una ditta di decoratori. Spirito romantico, a tredici anni volle partire per cercare fortuna in America in compagnia di un amico di nome Vigile; viaggiarono essi a piedi e raggiunsero Genova. Non ebbero, però, vita facile ed i denari portati si fecero presto scarsi. Andarono allora a dimorare in un’imbarcazione abbandonata, ma l’alta marea giunta all’improvviso fece perdere loro gli ultimi denari ed i documenti. Furono, perciò, costretti al ritorno a casa. 

Il giovane, dopo avere abbracciato la madre, volle ritornare a Torino e lavorare con impegno. Qui strinse amicizia con un giovane di Lu Monferrato il quale lo aiutò nell’ammissione all’Accademia Albertina. Quest’amico, che dopo la laurea all’Accademia si fece Fratello delle Scuole Cristiane con il nome di fratel Amerigo, fu per il nostro una figura molto importante. Il Preside dell’Accademia era l’ingegnere Crescentino Caselli il quale prese di buon occhio il Crida. Questi, impegnato durante il giorno nello studio, alla sera lavorava per mantenersi; ebbe come abili maestri Grosso, Ferro e Corradini. 

Amici del nostro Crida furono gli architetti Feroggio e Gallo, gli scultori Nori e Cellini, i pittori Terracini, Colli ed Arduino. Amicizia eterna Paolo Giovanni strinse poi con Virgilio Gabino, impresario edile e collezionista appassionato. 

Il 17 giugno 1916 il nostro artista si sposò con la gragliese Caterina Bonom (nata l’8 maggio 1890, sarebbe morta il 30 marzo 1979). Da tale matrimonio derivarono due figlie, Silvana nata il 10 settembre 1921 e Ornella nata il primo luglio 1924. Fu questa una famiglia serena ed unita. Non a caso Paolo Giovanni volle sempre il suo studio vicino a casa; nelle pause dal lavoro, infatti, egli amava stare in compagnia dei suoi famigliari. 

Il suo atelier si trovava, in quel di Torino, nel Palazzo dei Baroni Casana in via Montebello n. 21 ed ebbe grande successo di pubblico. Fu frequentato financo dal Re in persona. Purtroppo, però, durante la seconda guerra mondiale, precisamente nel dicembre 1942, tale studio andò bombardato. 

Il Crida decise allora di tornare nel suo Biellese. Provvisoriamente ebbe lo studio in un salone dell’Ospizio di Carità di Biella. Poi, avendo egli dovuto lavorare ad un enorme quadro di Santa Maria Mazzarello per il tempio di don Bosco a Cinecittà, volle crearsi un atelier adatto a Graglia.

L’attività del nostro pittore fu prodigiosa. La figlia Silvana riferiva di quasi mille quadri ed affreschi sparsi in Italia e nel mondo tutto: Argentina, Giappone, Kenya, Repubblica Dominicana, Cile, California, India... 

Paolo Giovanni morì improvvisamente all’età di 80 anni, precisamente il 15 maggio 1967, mentre ancora stava lavorando. 

Era stato nominato dal Re Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia il 14 aprile 1932, Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia l’11 novembre 1934 e Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia il 10 novembre 1941.