1) La Sala della FEDE

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Ci accoglie nel Museo l'autoritratto di Paolo Giovanni Crida in camice da lavoro. L'opera, risalente al 1949, è in olio su faesite. 

 

La tavolozza di tale pittore conteneva tutti i colori dell’arcobaleno, da quelli compassatamente neri e grigi in sfumatura a quelli più luminosi e galvanizzanti. 

 

Il pittore amava prepararsi da solo tele e colori. Per la pittura a tempera all’uovo per dipinti murali su intonaco esistente partiva dalle polveri minerali, poi aggiungeva il rosso d’uovo sbattuto ed il bianco frullato a neve cui toglieva la schiuma per avere solo il collante; aggiungeva su tutto il miele per evitare un odore sgradevole. Per lavorare ad affresco usava i medesimi coloranti disciolti in acqua. Era abilissimo anche nella tecnica ad olio e nei pastelli su carta così come nell’acquarello; sperimentò, inoltre, negli ultimi anni, l’acrilico.

 

Voleva per i suoi quadri magnifiche cornici che commissionava allo scultore ligneo Biga di Torino in regione Vanchiglia; le faceva poi indorare da Ciravegna, sempre a Torino. Tali cornici, robuste e raffinate, ancora oggi abbelliscono i suoi capolavori.

 

Abile ritrattista, diede ottima prova di sé anche nel genere della natura morta, da lui vissuta come momento di sfogo dalla produzione ufficiale.

Il Crida, nelle sue nature morte, si rilassa e gode l’esplosione di bellezza dell’universo. E allora, quasi tutte opere prodotte su faesite, abbiamo in mostra i fiori, fiori dalle corolle ricche e profumate, come le rose e i garofani... e poi le composizioni carpologiche: mele, pere, uva, prugne... E poi le verdure: sedani, rape, insalate, peperoni, zucche... Non mancano i funghi... I tesori, semplici, della natura... saliti agli onori dell’esaltazione estetica. 

 

Una chicca: in questa sala vengono esposti in originale i vasi copiati dal Crida in alcuni dei suoi lavori, lavori che sono qui appesi in parete... Un quadro che esce dal quadro... 

Dal bosco e dall’orto alle creature che tali realtà animano. Particolarmente sapide, in olio su faesite, le raffigurazioni dei galli forcelli, bottino di caccia. In un altro quadro, in olio su faesite, si hanno una lepre, un fagiano ed alcuni volatili di piccola taglia. È straordinaria l’abilità di resa della pelliccia e dei piumaggi! 

I paesaggi presentati raccontano l’affetto che Crida provò per la sua Graglia. 

Notevoli gli scorci di betulle in regione “Biulej”, in acrilico su faesite. In olio su compensato la veduta della cascina in regione Fontana Fredda. Degna di interesse anche la veduta su Muzzano, in acrilico su faesite; ancora, la veduta del Rio “Griola” in frazione Vagliumina, in olio su tela.

Sapido, in olio su tela incollata a faesite, l’omaggio al cavallo, di nome Pino, trascinante il suo cigolante carro, cavallo che fu proprietà della famiglia Gaçon e in paese fu conosciuto coralmente per la sua bonarietà e prodigiosa forza.